Dopo il grandissimo successo di pubblico ottenuto con la prima edizione 2007, il Comune di Noicàttaro e il Presìdio del Libro di Noicàttaro, in collaborazione con l’Associazione dei Presìdi del Libro, la Regione Puglia, l’ARTI, l’Università di Bari e l’INFN ha organizzato a Noicàttaro, dal 9 al 18 ottobre 2008, la 2^ edizione de “Il Libroscopio. Settimana della cultura scientifica”
Si è verificato che nella prima edizione (ottobre 2007) – l’attenzione e i risultati ottenuti sono andati al di là di ogni più rosea aspettativa. Altissima è stata la partecipazione delle scuole primarie e secondarie di I° e II° grado dell’intera provincia, di numerose Associazioni culturali e di un pubblico attento e variegato - gli obiettivi del progetto, unico del genere nel Sud Italia - sono stati ampiamente conseguiti. “Il Libroscopio”, infatti, ha consentito alla società civile di approfondire tematiche con le quali ci si confronta quotidianamente, ma di cui spesso non si conosce abbastanza.
Numerosissimi spettatori, si sono lasciati coinvolgere volentieri nei vivaci e stimolanti dibattiti nati dal confronto culturale e dagli spunti di riflessione e discussione offerti dalle relazioni di autorevoli esponenti del mondo scientifico nazionale ed internazionale. Grazie alla collaborazione tra le istituzioni pubbliche, il mondo della ricerca e la scuola, inoltre, è stato possibile avvicinare molte centinaia di bambini, giovani e adulti alla pratica scientifica in laboratori di alto profilo condotti da ricercatori provenienti da dipartimenti universitari di Bari e altre città italiane.
Tutti gli incontri, in definitiva, hanno rappresentato eccellenti occasioni di dialogo tra la società civile e gli esperti , tanto che – a conclusione dell’iniziativa – si è levata una richiesta corale di riproposizione della Settimana della cultura scientifica. Si è deciso, perciò, di trasformarla in un appuntamento annuale a Noicàttaro rivolto alla divulgazione scientifica e alla riflessione teorico-filosofica sulle problematiche emergenti.
Nella settimana della cultura scientifica del 2008, dunque, si proseguirà l’analisi delle sfide e dei limiti che la ricerca scientifica continuamente pone; si stimolerà un confronto tra la cultura umanistica e la cultura scientifica; si rifletterà sul ruolo di scienza e tecnologia, si sperimenteranno concretamente teorie e studi scientifici.
In particolare, nel corso della seconda edizione saranno affrontati i seguenti temi
1. Darwin e le Teorie dell’Evoluzione (in occasione del bicentenario della nascita)
2. Energia – Clima – Ambiente
Il progetto si articolerà in due fasi:
Incontri con autorevoli testimoni del nostro tempo
Laboratori didattici interattivi da realizzare in tutta la giornata di sabato 18 ottobre, con
l’allestimento, tra la Piazza Umberto I e il Palazzo della Cultura, di numerose postazioni dotate
di importanti strumentazioni scientifiche nelle quali docenti, ricercatori ed esperti provenienti da
varie università italiane guideranno gruppi di ragazzi e adulti in vari percorsi di conoscenza e di
Si è tenuta nella serata di sabato 27 settembre, presso il chiostro comunale, la premiazione del concorsodi scrittura “Storie”, l’appuntamento letterariopromosso ed organizzato da “I Presidi del Libro” di San Giovanni Rotondo in collaborazione con l’Associazione Culturale “Cambio rotta”. La serata si è svolta in una piacevolissima e calda atmosfera alimentata oltre che dai contenuti dei racconti in concorso, dalla bravura ed espressività dell'attrice Gabriella Campanile nel leggere i testi vincitori. All'incontro di premiazione, condotto dalla responsabile dei Presidi Mara De Felici, sono intervenuti oltre ai giurati del concorso (Valeria Lauriola, Ciro Marino, Giovanni Piano e Graziano Pretto) il sindaco Gennaro Giuliani e l’assessore delegato alla cultura ed istruzione Michele Notarangelo, i quali, oltre ad averne apprezzato l’evento in sé hanno dato il loro impegno a sostenere le iniziative delle due realtà associative, “Presidi del Libro” e “Cambio rotta”, che ogni anno si “cimentano” e promuovono attività culturali. Il primo premio è stato assegnato a Berto Dragano con “Lontano da te”, il secondo a Franco Paoletta con “Fermo Immagine” ed il terzo, ex-aequo, a Rita Fantinato con “Caverna” e Amelio Ercolino con “Il Sentiero”(è possibile leggere i quattro testi cliccando su ciascuno dei titoli). Ai vincitori sono stati assegnati buoni per l'acquisto di libri, mentre gli altri partecipanti hanno ricevuto e riceveranno in omaggio il libretto con tutti i testi presentati, oltre a una borsa shopper de “I Presidi del Libro” e lo sconto del 10% presso la libreria Fahrenheit valido per un acquisto. Infine, è stato premiato il vincitore dell'iniziativa Libri in libera uscita, ovvero il primo che ha comunicato il filo conduttore che legava vari libri esposti nei negozi della città.
Domani sera Antonio Errico sarà ospite della festa dei lettori di Parabita
di Antonio ERRICO
C’è un articolo straordinario di Cesare Pavese che parla di uomini e di libri. Dice che i libri non sono gli uomini, ma sono i mezzi per giungere a loro. Chi ama i libri e non ama gli uomini è un fatuo o un dannato.
Perché leggere significa incontrare l’altro, comprendere i destini che si cercano o che si rifiutano, che si rincorrono o che si allontanano, che si contemperano o che si dilacerano.
Leggere significa condividere tutte le possibili esistenze. Tutto quello che può accadere ad un uomo, a una donna, è già accaduto in una pagina di romanzo, nel verso di una poesia, in una scena di teatro.
Forse non è possibile il verificarsi di un evento che non sia già stato scritto nella Bibbia, nella Divina Commedia, nell’ Iliade, nell’Odissea, in un dialogo di Shakespeare, in un passo di Proust, in un racconto delle Mille e una notte, in una narrazione anonima passata di tempo in tempo, di voce in voce.
Nella tragedia greca c’è il grumo semantico di ogni possibile vicenda. I personaggi sono archetipi che costituiscono il riferimento inevitabile per una comprensione essenziale del manifestarsi dei sentimenti, nelle loro espressioni comuni, nelle esasperazioni, nelle loro stralucenti bellezze, nelle loro degenerazioni patologiche, nelle loro involuzioni in complessi.
Allora leggere significa penetrare nell’universo multiforme, aggrovigliato, a volte indecifrabile delle passioni e degli appassionamenti umani. Significa stabilire relazioni con la realtà, con la vita, con le forme del mondo, le rappresentazioni del tempo, con i dolori e gli stupori degli uomini, con le loro ragioni, i loro amori, i loro disamori, le loro umiltà e le vanità, le loro fantasie e le loro ossessioni. Significa vivere ogni tempo, pensarsi nella condizione di esistere in una realtà simulata, in un territorio governato dal reale e dall’immaginario, a sentire la Storia come l’esito degli intrecci di innumerevoli storie vere o inventate, oppure – come spesso accade – un po’ vere e un po’ inventate.
Soltanto la lettura consente di attraversare il passato con la compagnia di personaggi che dicono in che modo le cose sono andate, oppure in che modo non sono andate, che spiegano le cause e gli effetti delle scelte, delle decisioni, che raccontano i modi di pensare e di agire in un tempo lontano e diverso da quello che si vive.
Un libro propone una conoscenza ed un’esperienza dei fatti del mondo che non sono mai assolute, né ultime, inconfutabili, irreversibili, definitivamente compiute. Non dice che esso sa qualcosa; dice, piuttosto, che la sa lunga sugli uomini, sulla loro sorte, sulla sapienza e sulla follia, sul loro disincanto e sul loro stupore per il terreno e per l’ultraterreno, il visibile e l’invisibile, il reale e l’irreale, il vero, il verosimile, il falso.
Leggere vuol dire dislocarsi: essere in ogni luogo, abitarlo con consapevolezza per il tempo che dura una descrizione, una pagina, un solo verso. Forse anche oltre quel tempo.
Dice Ricardo Piglia in un libro intitolato “ L’ultimo lettore” che “ c’è sempre qualcosa d’inquietante, di insolito e insieme familiare, nell’immagine assorta di qualcuno che legge, una misteriosa intensità che la letteratura ha fissato molte volte. Il soggetto si è isolato, sembra separato dal reale”.
Subito dopo l’apparizione del fantasma del padre, Amleto entra in scena con un libro, in una condizione, ad un tempo, di malinconia e di alterazione.
Kafka nei suoi “Diari”, in quei passaggi rapidissimi di immagini, dice della scissione tra la vita e colui che legge, dello sfasamento, della separazione.
Borges fa vivere il suo straordinario lettore nello spazio che si apre tra la parola e la vita, tra la lettera e il sangue, tra il tempo reale e la finzione del tempo che c’è in ogni lettura.
Per il lettore di Borges l’universo ha il suo principio in una biblioteca, lì si sviluppa, si espande, si ramifica, di dilata, si moltiplica. Non finisce. Non finisce mai.
Leggere significa fare i conti con questo universo sconfinato. Significa accettare di disperdersi nel tempo alterato e nello spazio artificioso di quell’universo.
Il lettore postmoderno è un soggetto alienato, frustrato. Ha coscienza dell’impossibilità di impadronirsi anche solo di una goccia del sapere che fluttua dentro i libri. Cerca di circoscrivere i testi e invece i testi si ingigantiscono, intrecciano le forme, alla carta aggiungono uno schermo, gli schedari si integrano con i motori di ricerca, le biblioteche si strutturano in rete, le librerie straripano, l’informazione diventa sovrabbondante, smisurata.
Allora il lettore sapiente torna a quell’articolo di Cesare Pavese che parla di uomini e libri e dice che non si riesce a leggere, non si può leggere, se si è troppo sicuri di sé, se non si ha il senso dell’umiltà, se non si sa accogliere l’altro, il lontano, il diverso, se non si riesce a capire che i libri costano dolore, che non si può sperare o pretendere di scandagliarli se non si è disposti a pagare di persona.
Allora leggere davvero significa anche essere disposti a pagare di persona quel senso che si cercava e che si trova, quello che non si cercava - non si sospettava - e che si incontra in una pagina, una riga, quello a cui si dà la caccia, disperatamente, ma che sfugge, come una preda scaltra.
Forse è soltanto pagando di persona che il lettore può risarcire in qualche modo chi ha scritto quella pagina, quella riga. O, più semplicemente, che può fargli il dono di capire la profondità – l’abisso – di quello che ha scritto, di dimostrargli che quelle parole non sono passate invano per il pensiero, per la coscienza, per i labirinti del cuore.
Ultimo sabato di settembre, questa la data, da ormai quattro anni, fissata dall’Associazione Presidi del libro per fare la festa dei lettori.
Un evento importante che aggrega migliaia di persone in tutta Italia.
I Presidi del Libro, lo sapete, sono creatura pugliese, nati dalla necessità di otto editori di darsi un progetto comune di promozione della cultura del libro e della lettura. Una scommessa nel 1999 che ha trovato da subito alleanze forti in chi nella nostra regione coltivava cultura, in solitaria o in associazione, nervo vivo d’un fare sempre pronto e attento alle esperienze autoriali, autonomo nel progetto, capace di accogliere e di fare cura. Una rete di operatori culturali che nell’Associazione presìdi del libro ha trovato casa comune.
In Puglia i Presidi attivi sono quarantacinque, organizzeranno la Festa in 50 città e paesi diversi della Regione: da San Giovanni Rotondo sul Gargano sino a Parabita nel Salento.
Nel Salento i Presìdi sono 13 con influenze trasversali si muovono collaborando con diverse amministrazioni comunali e partner, in rete. Già la rete, la ragnatela: un lavoro accurato di pazienza e di costanza, resistente e fragile allo stesso tempo. Specie di questi tempi in cui non si è più pionieri e il libro è diventato strumento di ‘divertentismo’ e di ordinaria programmazione.
La Festa assomiglia molto alla ‘natura’ dei Presìdi,per il carattere giocoso e per la socievolezza a cui invita. Ma soprattutto perché il suo nucleo fondamentale è fatto da decine e decine di “pubbliche letture”, promosse dai tanti volontari che partecipano durante l’anno alle attività dei Presìdi e da tanti che invece vengono coinvolti in occasione della Festa. Per riflettere e discutere intorno del leggere, dei libri e di ciò che è necessario attivare per allargare la diffusione di una cultura capace di farsi comunità.
La festa nel Salento
Scrivono nel loro programma quelli del Presidio di San Donato di Lecce, dove l’illustratrice Vittoria Facchini animerà un laboratorio rivolto ai ragazzi, con zucchero filato e pubbliche letture: “Come i coriandoli buttati dai bambini invadono tutto l’ambiente circostante, s’infilano dappertutto e, dopo parecchio tempo, si ritrovano in tasca, così le parole lette, ascoltate, rielaborate avvolgono lo spazio, s’introducono dentro di noi, diventano parte di noi e ci accompagnano per parecchio tempo fino a perdersi in noi, profondamente”.
Questo è la lettura.
Ma certe volte è difficile, c’è una soglia che non è sempre facile superare.
Bisogna allenarsi, costruire una piacevole consuetudine per poter apprezzare la lettura, per affinare l’ascolto chiuso nello scorrere dei righi.
Bisogna fare in modo che i libri divengano strumenti “banali” ed allo stesso tempo “essenziali”, così dice Marino Sinibaldi, mitico conduttore di Fahrenheit, trasmissione dedicata ai libri di Radio3. Il libro è parte della vita di tutti anche di chi si ritiene “non lettore”. La lettura è componente essenziale del crescere di ognuno anche negandola.
Ed ecco che leggere ad voce alta, sentir parlare un autore, un critico o un lettore “forte”, così li chiamano i campioni del leggere, aiuta, affina, invita…
Per questo a Leverano per la festa hanno deciso una maratona che corre a “Dieci voci l’ora” conletture, racconti, performance di giovani che parlano di giovani.
A Casarano il titolo è “In libertà per la nostra costituzione” con un programma che al mattino, vedrà gli studenti dell’Istituto Bottazzi, farsi lettori della Costituzione e alla sera, con un omaggio teatrale della Compagnia La Calandra, mette in scena “Morire di libertà” un testo di Daniele Greco tratto dal libro di Aldo D’Antico sull’antifascismo di “Renato Leopizzi”.
A Parabita il muro esterno della scuola elementare diventerà la base del “murale” sul quale ibambini sono chiamati a scrivere un pensiero o un disegno su cosa significhi per loro leggere a con“ Leggere è…”.Alla sera incontro con Antonio Errico e la maratona di lettura “Sfogliando voci” che si concluderà con la messa in scena de “I dialoghi mancati” tra Tabucchi e pessoa a cura della compagnia teatrale di Lucio La greca.
A Nardò è la quotidianità della musica a dare parole, suoni e ‘pensieri’ alla Festa con “Canzoni d’autore”.
Un coloratissimo trenino dei sogni(e dei libri) si muoverà tra i Comuni della Grecìa salentina su iniziativa dei Presìdi di Calimera e Sternatia.
A Noha protagonista della festa è la biblioteca dei piccoli lettori, realtà fondamentale di quella comunità con centinaia di prestiti ed un numero di lettori sempre in crescendo.
Ad Aradeo, il presido del libro Verbamanent dedica la festa all’acqua con la mostra spettacolo “Le Mille bolle blu” una collettiva che accoglie contributi di artisti di diversa provenienza.
A Lecce si ‘slègge’ con una “Mostra del libro che non vuole farsi leggere”con due laboratori di trasformazione e “Le letture interrotte: video censimento” di testimonianzeun piccolo ‘set’ dove ognuno può, giocando con la propria identità, lasciare la sua testimonianza di ‘lettore fallito’ a cura dei Presìdi Germinazioni e Fondo Verri.
L’elenco completo dei Presìdi e dei luoghi in cui si svolgeranno le Feste in Puglia sul sito: www.presidi.org
Anche quest’anno il Presidio del Libro di Noicàttaro ha organizzato un ricco programma per la FESTA DEI LETTORI, con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e dell’Ufficio Cultura, delle associazioni Laboratorio di Archimede e Parnaso.
Il tema conduttore della festa, intitolata provocatoriamente Fahrenheit 451. Se i libri bruciano è una festa?,scaturisce dalle suggestioni accese dal famoso libro di Bradbury e dal film da esso tratto negli anni sessanta dal regista francese Truffaut.
Nella mattinata del 27 settembrele scuole saranno coinvolte nell’iniziativa libringiro: alle ore 10, in piazza Dossetti, i ragazzi delle scuole De Gasperi, Desimini, Pascoli, Pende, Tecnico Agrario Caramia di Noicàttaro, Tanzi di Mola di Bari , ITC Montale di Rutigliano si raduneranno per accoglierei librofori, studenti che, in piccoli gruppi, partiti dalle proprie scuole e percorse le principali vie del paese, giungeranno nella piazza per dare avvio alla festa. Dopo lo scambio dei racconti, ogni classe “depositerà” nella vetrina adottata il libro da consigliare, l’incipit, lo slogan ideato.
Altre interessanti proposte in serata: alle 19.30 in via Telegrafo, presso il Palazzo della Cultura, la ballerina Isabella Arbore, seguendo il percorso del fuoco, lancerà la magia degli uomini libro, i quali proporranno le pagine più belle dei libri che rappresentano.
Seguiranno, alle 20.30 nel chiostro del Palazzo della Cultura, il caffè letterario con l’attore Michele Napoletano e la proiezione del film di F. Truffaut Fahrenheit 451.
Domenica 28 settembre, poi, alle ore 10.45 e sempre nel Palazzo della Cultura, si potrà “gustare” l’aperitivo con l’autore PAOLO GIORDANO, vincitore del premio Strega 2008 con La solitudine dei numeri primi.
Il viaggiatore che arrivava a Parigi nella seconda metà del XIX secolo era colpito dal cielo vuoto, orbato dalle stelle cancellate dalla illuminazione stradale: era come se la volta celeste fosse stata rivoltata e gli astri precipitati sulla terra. E non si trattava solo di luci, sembrava proprio che l’iperuranio stesso fosse stato svuotato di ogni dio da una civiltà materialistica e razionale che non cercava più nel cielo, nei diagrammi delle costellazione, nei precisi transiti degli astri e nei fili che si tendevano fra quelli e gli umani le ragioni e il senso di ciò che accade. Da quel tempo, a poco a poco, le stelle hanno cominciato ad oscurarsi dappertutto. Lampione dopo lampione anche nelle città più piccole il cielo è stato “rivoltato”, quasi a diventare un simbolo della nostra civiltà ormai globalizzata che in nome dello “sviluppo” sembra voler, senza rimorso, negare l’esistenza a tutto ciò che non ha valore economico. La Festa dei lettori, quest’anno anche a Molfetta alla sua quarta edizione, vuole essere un momento di riflessione sul paesaggio, sulla natura e la modernità nella nostra città a partire da quello che è il suo bene ambientale di maggior valore: il Pulo. La manifestazione si svolgerà infatti presso l’ex convento dei Cappuccini, che sorge sul ciglio della dolina, concesso in uso per l’occasione dall’associazione “Giacinto Panunzio”. Si comincerà alle 17 con una tavola rotonda fra rappresentanti di associazioni,scuola e enti localisul tema “Leggere, raccontare, tutelare e valorizzare il paesaggio. Possibili percorsi comuni”. A seguire un reading di testi ambientalisti a cura di Vito D’Ingeo che farà da introduzione all’incontro, a cura di Onofrio Romano, con Mario Alcaro, professore di Storia della filosofia nell’università della Calabria, che indagherà le ragioni del perché in Occidente l’uomo ha voluto pensarsi padrone assoluto di una naturadi cui ha negato l’anima. Intorno alle 21, quasi un intervallo gastronomico: “Dilemmi della modernità: cicoriette di Molfetta o centrale a olio di palma?” a cura dell’Azienda agricola “Michele De Ruvo”, un modo leggero di interrogarsi sulle dinamiche dell’economia e del mercato assurto a misura e significato di ogni cosa. Per finire l’Associazione Astrofili “Cielo stellato” metterà a disposizione i suoi strumenti per un’osservazione degli astri preceduta da riflessioni sull’inquinamento luminoso a cura di Michele Tedeschi: “Il cielo che non c’è”. La Festa dei Lettori si svolge contemporaneamente in 43 comuni della Puglia, è promossa dalla Regione Puglia - Assessorato al Mediterraneo in collaborazione con l'Associazione Presìdi del libro. (http://www.presidi.org) A Molfetta, dove il presidio è nato su iniziativa di Legambiente, la manifestazione è resa possibile dall’Archeoclub Molfetta e dal Consorzio di Associazioni “Polje” che, appena terminati i lavori di restauro del Pulo che vengono eseguiti in questi giorni a cura della Provincia, gestirà la dolina, e in particolar modo dall’Associazione “Giacinto Panunzio”.